parrocchetto dal collare

 
 

Il parrocchetto dal collare è senza dubbio uno dei pappagalli più allevati, la grande quantità di soggetti presenti in cattività e la facilità di riproduzione consente un minor prelievo di questi esemplari in natura, tuttavia ne vengono importati in grandi quantità dai paesi dell’est, soprattutto dalla Cina, dove vengono allevati in enormi voliere; la difficoltà nel formare una coppia di riproduttori sta nel riuscire a trovare la femmina, molti negozianti vendono infatti pseudo-coppie di cui uno ha il collare, l’altro no, e quasi sempre si tratta di un soggetto giovane, spesso maschio, si pensa perchè è più facile che le femmine (spesso più delicate) vengano a morte durante il viaggio verso l’importatore.

Essendo allevato ormai da moltissimi anni, è stato possibile selezionare varie mutazioni di colore, infatti ve ne sono numerosissime: tra queste le più diffuse sono il blu, il grigio, l’albino e il lutino. Pur essendo un uccello dal costo relativamente contenuto, le ultime mutazioni arrivano a costare cifre esorbitanti.

Abbiamo notato, proprio nel nostro allevamento (ed è stato riconosciuto a livello internazionale), che non esiste una data fissa nel raggiungimento della pubertà. Era da anni noto per altri animali d’interesse zootecnico (bovini, equini e ovi-caprini essenzialmente) che la maturità sessuale non è data tanto dall’età fisica, ma dalla precocità somatica, un soggetto raggiunge la pubertà infatti quando raggiunge più o meno il 75-80% del peso e delle dimensioni da adulto, poi a seconda dei casi, si decide se sfruttare o meno questa caratteristica, scelta essenzialmente legata alla mole dei riproduttori, che potrebbero avere distocie al parto.

Nell’ambito dell’allevamento degli psittacidi non era stato finora osservato nulla di ciò; proprio per questo rappresenta un’importante novità.

Abbiamo infatti allevato a mano dei soggetti (maschi e femmine) e allo svezzamento sono stati messi in voliere esterne, nella stagione riproduttiva successiva abbiamo notato dei comportamenti presumibilmente riconducibili a corteggiamenti da parte dei maschi adulti (2-3 anni) nei confronti delle femmine di 9-11 mesi. Incuriositi abbiamo deciso di mettergli a disposizione delle cassette nido e con nostro grande stupore le stese femmine hanno deposto da 4 a 6 uova, annullando la teoria per cui le femmine raggiungono la maturità sessuale e possono quindi deporre, solo tra i 2 e i 3 anni.

Analogamente avevamo riscontrato gli anni passati nei soggetti maschi: in letteratura è infatti indicata in 3 anni l’età minima per la riproduzione, coincidendo con l’età della comparsa del collare.

Nel nostro allevamento abbiamo notato che, se alimentati adeguatamente fin dalla nascita, i maschi mettono il collare già ai 2 anni; la comparsa del collare veniva indicata come indicante un adeguato sviluppo testicolare, si ritiene infatti che fosse l’aumento delle concentrazioni plasmatiche di testosterone a provocare il cambiamento della colorazione (collare e colori diffusamente più intensi, essenziali per il corteggiamento ai fini riproduttivi). Tuttavia anche questo è stato negato dalla presenza in allevamento di maschi che, già alla prima stagione riproduttiva dopo lo svezzamento (e quindi individui tra gli 8 e i 12 mesi) hanno fecondato uova di femmine della stessa età, nonostante non avessero, fenotipicamente, i caratteri di un maschio adulto.

CONCLUSIONI

Questi aspetti sono ancora da indagare a fondo, ma rappresenta sicuramente un importante passo avanti nell’allevamento di questa specie e un importante primo passo nell’allevamento delle altre. Tra i vantaggi immediati è da ricordare l’accorciamento dell’intervallo generazionale (dai precedenti 2-3 anni si passa a 1), che consente più veloci selezioni e/o fissazioni di mutazioni. Rimangono da esaminare anche i vari aspetti etici, se spingere per questo tipo di selezione o meno.

Come pet è molto apprezzato per l’indubbia eleganza, pur non essendo molto grande ha la presenza di un grosso pappagallo, forse anche per la lunga coda.

I soggetti allevati a mano rimangono molto docili, ci sono tuttavia delle differenze soggettive, ve ne sono infatti alcuni molto giocherelloni (senza però quasi mai raggiungere i livelli di un Monaco) altri molto riservati e schivi; alcuni autori riportano di una maggiore predisposizione alla parola nei maschi, sebbene alcune femmine non siano da meno.

 

Nome scientifico: Psittacula krameri


Sottospecie:

  1. P. k. krameri

  2. P. k. parvirostris (di taglia inferiore, con testa e guance meno gialle, becco di colore rosso meno intenso e con punta meno nera)

  3. P. k. borealis (di taglia maggiore, con la porzione mascellare del becco rosso intenso e la sfumatura dietro la nuca, sopra il collare nero, molto più estesa)

  4. P. k. manillensis (più grosso rispetto agli altri, con colori leggermente più pallidi e con meno giallo, i disegni sulla testa sono più netti e la porzione mandibolare del becco è completamente nera)


Nome comune: Parrocchetto dal collare


Nome inglese: Ringed-necked Parakeet


Vita media: 20 anni


Peso medio: 100-130 g


Dimorfismo sessuale: il maschio all’età di tre anni mette il collare (prima se allevato allo stecco)


N° uova: 4-6


Incubazione: 23 giorni


Svezzamento: 50-60 giorni


Curiosità: l’allevamento in cattività non è soggetto alle normative CITES, proprio per la grande presenza negli allevamenti.





Due piccoli di 6 giorni








Quattro piccoli di 10-12 giorni








Coppia di riproduttori nella mutazione blu







LINKS

  1. http://home.wanadoo.nl/psittaculaworld/